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Una mostra omaggio a Soffici nel sessantesimo della morte. Inaugurazione il 30 novembre alle scuderie medicee

Ritratto delle figlie
13-11-2024

Sarà inaugurata il 30 novembre alle ore 17 presso il salone espositivo delle scuderie medicee di Poggio a Caiano un’importante mostra organizzata dal museo ‘Soffici e del ‘900 italiano’, in occasione del sessantesimo anniversario dalla scomparsa di Ardengo Soffici.
“Soffici e alcuni artisti del ‘900. Figura per figura” è una retrospettiva sulla figura umana, con trenta opere dell’autore e una quarantina di dipinti e sculture di alcuni tra i migliori artisti italiani del Novecento italiano, da Casorati a De Pisis, da Carrà a Manzù, da Sironi a Carena.
La mostra si potrà ammirare fino al 25 gennaio 2025 il venerdì, sabato, domenica e giorni festivi dalle ore 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 17,30. Ingresso tre euro (gratuito per i residenti di Poggio a Caiano).

“Abbiamo riunito in questa esposizione una serie di lavori di Ardengo Soffici che riguardano la figura – spiega il curatore scientifico del museo Luigi Cavallo -  Figura come approccio all’ideale di continuità fra l’antico e il contemporaneo, attingendo quindi suggerimenti e stimoli dalla tradizione che, come sappiamo, ebbe nella figura umana il cardine narrativo ed espressivo in cui si manifestavano, nelle varie epoche, i tratti della civiltà.
La figura era, in sintesi, un tema fisso per un vasto ventaglio di libertà formali: il corpo soprattutto femminile, ma anche maschile, era rappresentazione di un teatro civile nel quale convergevano idee filosofiche, estetiche, e anche politiche, nel senso che la società culturale procedeva per adattamenti e approfondimenti di quell’umanità che si manifestava nella figura, e questa rispecchiava gli ideali e le metamorfosi delle diverse epoche.
Soffici considerava che un artista incapace di realizzare compiutamente una figura non potesse raggiungere la piena considerazione nella storia dell’arte. Anche per questo, e forse per altri più intimi suggerimenti letterari, si cimentò in quel complesso di disegni e pitture che avevano la figura umana per soggetto. Non si può negare che questo non fosse il versante a lui più attinente e fecondo; l’organizzazione dell’anatomia, l’espressione della sua poetica attraverso l’apparizione delle figure comportava per lui una sorta di competizione volontaristica; e in questo percorso si potevano perdere certe sue spiccate qualità che, a esempio nel paesaggio, sorgevano più fluenti e naturali. Ma è proprio su tale versante parziale e difficoltoso che in questa occasione abbiamo cercato di chiarire quale fosse il linguaggio di Soffici: parlare all’uomo rispecchiando il suo essere solitario e profondo, individuare nella figura le qualità rustiche, se vogliamo primitive, dell’arte che non si esibisce, ma raccoglie dalle esperienze del vero, magari nello stretto giro della famiglia, quel tanto di profondità, di realtà, se non di realismo, in cui non è la bella formazione, la materia splendente che contano, ma la partecipazione al semplice corso dell’esistenza. E ciò – prosegue Luigi Cavallo - appare specie negli affreschi con il colore calcinato, nei cartoni dal tratto che pare provenga da una depurazione secolare.
Soffici qui è messo a riscontro di grandi autori del ’900 in una sorta di ‘distante equivalenza’ in cui i contrafforti creativi vengono posti in parallelo, quasi un racconto a più voci nel quale i motivi di Soffici trovano spesso rintocchi nelle voci dei contemporanei italiani. Ed è un ritmo di interpretazioni che sconfina certo dai percorsi nazionali per aprirsi alle partiture europee.”

“Lo avevamo annunciato che avremmo organizzato una mostra da stropicciarsi gli occhi in occasione dei sessant’anni dalla morte di Soffici e ora mancano poche settimane all’inaugurazione – dice soddisfatta l’assessore alla cultura Diletta Bresci – E’ un doveroso omaggio che il Comune dedica a questo suo grande artista. Ad agosto il museo si è arricchito dell’ultima lettera autografa di Soffici, poi il prestito di alcune opere grazie a Marco Moretti, adesso chiudiamo in bellezza il 2024 con questa esposizione”.

“È un grande onore presentare la mostra ‘Figura per Figura' – esordisce Mauro Moriconi, direttore del museo Soffici - Questa è un’esposizione di altissimo livello che celebra la figura umana, grazie alle opere di artisti storicizzati del primo Novecento, figure studiate ancora oggi per il loro contributo alla storia dell’arte. In mostra si potrà ammirare una varietà di interpretazioni della figura umana, esplorata da ciascun artista con prospettive e stili unici, che riflettono la loro visione e il carattere distintivo. Tra i nomi di spicco De Pisis, Marino Marini e Manzù, artisti che hanno lasciato un segno indelebile nel panorama artistico del loro tempo. Questa esposizione, inoltre, offre un’occasione speciale per riscoprire un lato meno conosciuto di Ardengo Soffici. Sebbene sia noto per il suo legame con il futurismo e per le rappresentazioni del paesaggio toscano, qui Soffici ci mostra la sua sensibilità verso la figura umana, trattata con profondità e una nuova intensità”.

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