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Il 18 aprile inaugurazione della mostra "Archeo-Inganni"

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14-04-2026

A quarant'anni da “Progetto Etruschi”, la Regione Toscana ricorda e celebra quell’evento che nel 1985 aprì l’Etruscologia a nuove ricerche e fece scuola per approccio visionario. Nasce così nel 2025-26, in Toscana, una nuova stagione di iniziative nel segno dell’antica Etruria e della sua eredità. Rete Musei di Prato, all’interno del progetto regionale denominato “Genius Loci. Vitalità dello spirito etrusco”, propone un percorso espositivo dislocato, che intende offrire suggestioni varie e molteplici. Il museo “Soffici e del '900 italiano” corrisponde al progetto regionale con la mostra “Archeo-Inganni. Echi etruschi e riflessi d’antichità. Arte contemporanea dal Pecci e da altre raccolte”, allestita presso le scuderie medicee di Poggio a Caiano nel salone espositivo “Luigi Corsetti”.

La mostra sarà inaugurata sabato 18 aprile alle ore 17 e si potrà visitare fino al 31 maggio a ingresso gratuito. Orari: il venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 19, sabato, domenica e festivi dalle 14,30 alle 19.

Il giorno dell'inaugurazione della mostra (sabato 18 aprile), ingresso gratuito per tutti (i residenti di Poggio entrano sempre gratuitamente) al museo "Soffici e del '900 italiano.  

Accanto alla sede principale, la mostra include la sezione dislocata “Archeologie della fantasia” visibile all’interno del nuovo Centro didattico polifunzionale di Artimino. Le opere che si potranno ammirare alle scuderie medicee di Poggio arrivano dal Centro Pecci di Prato, dall’archivio di Mario Mariotti, dalla raccolta di Carlo Palli, dal fotografo Carlo Fei, dalla collezione di Marco Moretti. “Sarà un percorso innanzitutto emozionale – commenta la direttrice del museo Giovanna Uzzani, con una mostra  immaginata come una serie di flash-mob teatrali. Le sorprendenti apparizioni dei ‘Guerrieri’ di Giuseppe Spagnulo fra le colonne, con grandi pareti attrezzate dalle quali affiorano le immagini retroilluminate di Stefano Arienti e poi i canopi antichi fotografati da Carlo Fei come impressionanti apparizioni che dal passato affiorano al nostro presente; e ancora le finzioni dell’antico proposte in forma vascolare, dipinta o performativa e fotografica da Mario Mariotti, giungendo alla scultura policroma di Mimmo Paladino. Conclude la mostra il nucleo di anfore, kiathos, idrya, vasi, bacili, versatoi realizzati da artisti, artigiani, manifatture toscane del secondo dopoguerra, provenienti dalla collezione Moretti, quasi suggerendo la suggestione di un nuovo “tesoro” dissepolto. Ci piace immaginare, infatti, che lo spazio espositivo si proponga come uno spazio non solo per la visita della mostra, ma anche come un laboratorio creativo, ovvero uno spazio aperto ad improvvisazioni teatrali, musicali, performance, eventi creativi partecipati da gruppi e scuole di ogni ordine, grado, tipologia, ambito di ricerca, in particolare scuole di musica e di teatro del territorio. Insomma, uno spazio interattivo. In tal senso il nostro invito è aperto ad eventuali richieste o prenotazioni”. “Sarà una mostra unica nel suo genere – commenta l’assessore alla cultura Diletta Bresci – Un’esposizione che esula da quelle che generalmente abbiamo avuto modo di ammirare alle scuderie medicee. Sono sicura che sarà di grande impatto e, mi auguro, di grande richiamo”. La mostra è curata da Giovanna Uzzani del museo Soffici e da Stefano Pezzato del Centro Pecci. Intanto, sono già in calendario due eventi all’interno della mostra: nel pomeriggio di domenica 3 maggio “Dialogues trio”, concerto jazz con Francesco Zampini (chitarra) Cosimo Boni (tromba) Marco Benedetti (contrabbasso), e sabato 23 maggio (alle ore 18) presentazione del libro di Mauro Pratesi, “Gioia degli etruschi. Riscoperta, fascino archeologico, storico, artistico, letterario e di costume nell’arte italiana degli anni Venti e Trenta.

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