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La Villa degli Amori

Villa
lun 14 set, 2020

La Villa Medicea di Poggio a Caiano è stata, nei secoli, teatro di amori, intrighi e passioni. Alcune storie fanno ancora oggi battere il cuore, altre strappano un sorriso, su altre ancora aleggia tuttora un alone di mistero.
La prima storia d’amore legata alla Villa nasce ancor prima che la villa stessa fosse realizzata: è la leggenda di Ambra e Ombrone, scritta da Lorenzo il Magnifico in un poemetto per dare vita poetica al luogo in cui stava facendo costruire la propria residenza. “In guisa alhor di piccola isoletta / Ombrone amante superbo Ambra cigne”, si legge nella poesia: la ninfa Ambra non corrispondeva l’amore del fiume Ombrone, il quale cercava di raggiungerla e afferrarla. Così Ambra, chiesto aiuto alla dea Diana, viene da questa trasformata in una roccia: una piccola collina, un’isoletta, che Ombrone abbraccia per sempre con i suoi flutti senza mai riuscire a prenderla.
Non solo leggende però: fra le mura della Villa si alternarono nel tempo storie d’amore vere e spesso discusse, che videro protagoniste le principesse delle maggiori casate regnanti d’Europa, destinate a sposare i rampolli di casa Medici. La tradizione voleva che proprio a Poggio a Caiano queste giovani promesse spose dovessero trascorrere tre giorni, prima di entrare a Firenze con un ingresso trionfale per il matrimonio. Nella villa del Poggio il futuro sposo veniva a omaggiare la principessa con il suo seguito di dame e cavalieri. Fra gli altri, nel 1536 si incontrarono qui Margherita d’Austria e Alessandro de’ Medici, detto il moro, forse perché figlio di una serva mulatta e del cardinale Giulio de’ Medici. Un affresco di Giovanni Stradano in Palazzo Vecchio mostra invece “L’arrivo di Eleonora da Toledo a Poggio a Caiano”, con la carrozza della principessa spagnola seguita da dame e servitori, che stava per incontrare il futuro sposo Cosimo I.
Ogni anno a Poggio a Caiano la manifestazione “Assedio alla Villa” ricorda invece il matrimonio di Francesco I e Giovanna d’Asburgo. Le nozze furono celebrate proprio al Poggio nel 1565, “con vino che sgorgava dalle fontane e distribuzione di pane ai cancelli della Villa”: ecco perché durante l’evento odierno si fa sgorgare vino dalla fontana del Mascherone. Ma proprio Francesco I fu protagonista di un’altra storia d’amore, quella con Bianca Cappello. Fuggita da Venezia con il fiorentino Pietro Bonaventuri, la bella veneziana fece innamorare Francesco, che le comprò la villa del Cerretino, vicino alla residenza medicea di Poggio a Caiano. Si narra che un tunnel sotterraneo collegasse le due ville per consentire ai due amanti di incontrarsi segretamente. I rispettivi consorti perirono entrambi in circostanze misteriose e i due si sposarono in segreto nel 1578, alcuni mesi dopo la morte di Giovanna d’Austria, e di nuovo in veste ufficiale l’anno successivo. Morirono entrambi nel 1587, durante un soggiorno autunnale in questa Villa, a 11 ore l’uno dall’altra. Febbre malarica o avvelenamento da arsenico? Il dubbio fra le due opzioni sembrava risolto quando gli storici concordarono sulla prima opzione, ma nel 2004, in occasione del restauro della chiesa di Santa Maria a Bonistallo, emersero vasi contenenti le viscere dei due granduchi. L’analisi dei campioni riscontrò tracce di veleno.
Una relazione decisamente meno romantica fu quella fra Cosimo III e Margherita Luisa d’Orleans. Quest’ultima, cugina di Luigi XIV, aveva appena 16 anni quando si sposò nella cappella del Louvre. Giunta in Italia nel 1661 dopo un’adolescenza tra feste e balli alla corte del Re Sole, non era certo a suo agio con la rigida etichetta che la madre Granduchessa esigeva a Palazzo Pitti e con le eccessive abitudini religiose del marito. Ecco quindi che un giorno, con la scusa di recarsi a Prato per venerare la Sacra Cintola della Madonna, Margherita si recò fuori città e al ritorno volle fermarsi alla Villa poggese. Qui si fermò auto-esiliandosi da Firenze, chiedendo a re Luigi XIV il permesso di finire i propri giorni in un convento di Montmartre.
Nei primi dell’Ottocento anche Elisa Baciocchi Bonaparte, sorella dell’imperatore Napoleone, dimorò a lungo nella Villa e pare che proprio qui ebbe una relazione amorosa con il musicista Niccolò Paganini. Lo stesso re Vittorio Emanuele, che predilesse la Villa di Poggio per i suoi soggiorni, diede delle stanze qui a Rosa Vercellana – conosciuta come “la bella Rosina” – una popolana piemontese che fu prima amante e poi moglie morganatica del re.

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