Anche tre ragazze dell’istituto “Filippo Mazzei” di Poggio a Caiano sono partite per il “Viaggio della memoria”, organizzato dalla sezione pratese di Aned, in collaborazione con la Fondazione Museo e centro di documentazione della deportazione e resistenza di Prato, l’associazione per il gemellaggio Prato-Ebensee e con il contributo del Comune di Prato.
Il “Viaggio della memoria 2026 “si svolge dal 7 all’11 maggio, in concomitanza con le cerimonie internazionali per l’81° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Mauthausen e dei suoi sottocampi.
“Il viaggio della memoria è un’occasione unica per gli studenti che vi partecipano - spiega l’assessore all’istruzione Patrizia Cataldi - ed è per questo che anche quest’anno abbiamo organizzato il concorso letterario “Per non dimenticare” in occasione del 27 gennaio, “Giorno della memoria”, per poi selezionare, tramite apposita commissione, i tre vincitori delle classi terze della scuola secondaria di primo grado “Filippo Mazzei”, che ora partecipano al “Viaggio della memoria” finanziato anche dal Comune di Poggio a Caiano".
Le tre studentesse (Diana Ferrari, Sofia Giusti e Bianca Nunziati) sono partite insieme ad altri loro coetanei delle scuole della provincia di Prato, accompagnati dalla docente dell’istituto comprensivo “Filippo Mazzei” Stella Spinelli, dal presidente del consiglio comunale di Poggio a Caiano, Mauro Mazzoni, che sarà presente alle varie iniziative insieme al gonfalone del Comune.
"La riflessione richiesta al concorso – aggiunge Cataldi - verteva proprio sul ruolo di ‘sentinella della memoria’ affidato alle giovani generazioni, ora che gli ultimi testimoni diretti della Shoah e dei campi di sterminio stanno scomparendo. Gli elaborati dei vincitori hanno rivelato una significativa responsabilità per la memoria storica di quegli avvenimenti e per il rifiuto definitivo di qualsiasi ideologia che non riconosca dignità agli esseri umani.
In questo viaggio i libri di testo lasceranno il posto al silenzio delle baracche, alle ceneri e agli oggetti personali delle vittime.
Sono certa – termina l’assessore Patrizia Cataldi – che le tre studentesse si faranno portavoce di ciò che hanno visto, con maggiore consapevolezza del valore delle scelte quotidiane. Capiranno che la democrazia, la libertà, e i diritti umani non sono conquiste scontate ma valori fragili che vanno protetti ogni giorno”