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Villa Medicea chiusa: il sindaco scrive ai ministri Franceschini e Boccia

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mer 01 lug, 2020

Visto il perdurare della chiusura al pubblico della Villa Medicea di Poggio a Caiano, il sindaco Francesco Puggelli, il 30 giugno 2020, ha scritto una lettera al ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini e al ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia. Si invia di seguito il testo completo della lettera.



Caro Ministro Franceschini,

Caro Ministro Boccia,

le scrivo a nome di Poggio a Caiano, una cittadina di oltre 10mila abitanti, in provincia di Prato a due passi da Firenze. 

La nostra comunità è da sempre orgogliosa di ospitare la Villa Medicea di Poggio a Caiano, un bene ministeriale bellissimo, tra i più apprezzati da cultori e storici dell’arte, un vero e proprio gioiello incastonato nel cuore della Toscana ma soprattutto un patrimonio mondiale Unesco collocato nel sito delle Ville e dei Giardini medicei della Toscana.

L’indiscusso valore storico e artistico della Villa, voluta da Lorenzo il Magnifico, è accresciuto dal legame strettissimo con la comunità poggese - che da sempre la considera parte della propria identità - e dalla prestigiosa presenza al suo interno del Museo della Natura Morta, unico a livello mondiale. I turisti, decine di migliaia ogni anno - spesso in arrivo dopo aver visitato anche Firenze, con una piccola deviazione di poco meno di 18 chilometri dalla Galleria degli Uffizi - sono sempre accolti con un sorriso dai nostri commercianti e dai nostri concittadini.

Non sarà stupito quindi dal motivo per cui le indirizzo questa lettera, dal momento che la chiusura della Villa Medicea di Poggio a Caiano, prolungata ben oltre la fase acuta della pandemia, sta facendo molto discutere. La discussione è resa ancora più accesa dal fatto che altre ville parte del medesimo circuito Unesco - e facenti quindi sempre capo al suo Ministero - sono già state riaperte adottando tutte le precauzioni opportune, come giusto che sia. La Villa Medicea di Poggio, che a detta di tutti rappresenta il sito più importante del circuito mediceo della Toscana, è invece tutt’oggi chiusa al pubblico sia nella parte museale che negli spazi aperti del giardino.

Le evidenzio che gli altri luoghi dell’arte presenti sul territorio e gestiti dal nostro Comune sono stati già riaperti da alcune settimane, nel rispetto delle indicazioni ricevute dal Governo. Abbiamo aperto il Museo Soffici e del Novecento italiano e le Scuderie medicee, che sono parte dello stesso complesso monumentale della Villa. Vedere lungo la stessa strada le porte dei beni comunali aperte e quelle della Villa ministeriale ancora sbarrate non è certamente un messaggio positivo per i turisti che, seppur con la fatica e le difficoltà legate al periodo in corso, stanno di nuovo raggiungendo il nostro territorio. Questo messaggio è negativo anche nei confronti della comunità poggese, che nella Villa si riconosce da sempre, e per la quale l’apertura di quel cancello sarebbe un bel messaggio di speranza per accompagnare la ripartenza.

Aggiungo che questa amministrazione fin dallo scorso 11 giugno ha sollevato la questione alla Direzione della Villa e del Polo Museale della Toscana, con i quali non è mai mancata una stretta collaborazione. Tuttavia, ad oggi, non è pervenuta alcuna risposta scritta né un’indicazione sulla prospettiva di riapertura.

Oltre alla mancanza di motivazioni e all’assenza totale di notizie sulla riapertura, non comprendiamo perché non ci sia la volontà di riaprire al pubblico almeno il parco della Villa, che a differenza degli spazi interni - che richiedono senz’altro misure di sicurezza maggiori per contrastare il COVID - potrebbe rappresentare davvero una risorsa enorme.

Parliamo di uno scrigno di bellezze a cielo aperto sempre frequentato da grandi e piccoli, tanto che negli anni scorsi era stato scenario di numerosi eventi estivi che l’Amministrazione Comunale, di concerto con la Direzione del Polo, aveva organizzato. La nostra volontà di ripartire è tale che anche il calendario estivo degli eventi è già pronto e in via di partenza. Dispiace la situazione della Villa tanto che non potrà neppure ospitare questi eventi, oltre a impedire l’accesso a quei turisti che timidamente, in questi giorni, hanno voglia di posare gli occhi sulle bellezze che il nostro Paese offre. Bellezze sulle quali, se non erro, il Governo sta puntando molto per promuovere un turismo più lento e sostenibile. 

Ritengo che, lasciato alle spalle un periodo così buio, sia dovere di chi amministra rendere “la bellezza” il più possibile accessibile senza dover costringere sindaci e altri amministratori di prossimità - prima interfaccia per i cittadini - a provare il disagio e lo sconforto di dover rispondere che siamo impigliati nelle maglie della burocrazia e che nessuno ci ha saputo dire né come né quando la Villa Medicea sarà riaperta.

Questa situazione, del resto, si inserisce in una questione più ampia che interessa sia la condivisione che la gestione dei beni culturali che come sa arricchiscono di prestigio tanti comuni. Quella che auspichiamo da tempo è una riforma che permetta di ridurre gli avvitamenti burocratici e che metta i beni come la nostra Villa al centro del contesto in cui si trovano, favorendo quindi una gestione meno centralizzata che ci aiuterebbe a tessere dei legami ancora più forti tra la cittadinanza e l’arte.

Scendendo ancor più nel concreto ci auguriamo che, anziché attendere passivamente le decisioni prese da un ente decisamente distante dal tessuto del nostro territorio, il Comune possa finalmente avere voce in capitolo, collaborando in modo ancora più fattivo e strutturato nella gestione e per la valorizzazione dei beni culturali insieme a chi rappresenta il Ministero dei Beni culturali sul territorio. 

Situazioni come quella che si è creata adesso con la chiusura della Villa, ci convincono ancora di più del fatto che il ruolo dei territori nella gestione del patrimonio culturale sia di fondamentale importanza. Questa sinergia potrebbe aprire numerose opportunità: pensiamo, per esempio, all’impiego di energie che ci sono sul territorio. A Poggio a Caiano abbiamo un nutrito gruppo storico e tante associazioni di volontariato che sarebbero ben felici di prendersi cura di un pezzo di quella “bellezza” a cui tutti devono poter accedere e alla quale ho accennato poche righe fa. 

Noi ci siamo e siamo disposti, come Comune, a lavorare sotto la regia della Regione Toscana che, tra l’altro, in passato ha già dimostrato di saper coordinare Comuni e privati nella valorizzazione dei beni di tutti curando l’iter per il riconoscimento del sito Unesco di cui anche la Villa di Poggio fa parte. Concedendo alla Regione Toscana un’autonomia differenziata che consenta allo stesso tempo tutela e valorizzazione dei beni culturali, i Comuni potrebbero collaborare alla gestione convogliando le energie del territorio per far rivivere luoghi meravigliosi troppo spesso lasciati a se stessi. 

Sarebbe davvero una bella notizia se il Ministero si spendesse in questo senso, a maggior ragione in un periodo come quello che stiamo attraversando. Potrebbe lanciare un messaggio a tutti quei territori che, come il nostro, godono della bellezza di una straordinaria leva di sviluppo, una possibile fonte di ulteriore indotto per i nostri commercianti già duramente colpiti dall’emergenza. La sfida è grande e come Comune siamo pronti ad accettarla su tutta la linea: insieme al sistema Regione, una volta stabiliti criteri condivisi, saremo in grado di gestire il tutto con maggiore presenza e condivisione, anche a parità di risorse attribuite. Sarebbe una scelta di cui il Ministero non si pentirebbe. Questo è il nostro impegno concreto, a nome di questa comunità.  Chiedo adesso a lei di fare la sua parte aiutandomi almeno a capire e quindi a spiegare ai miei concittadini e ai turisti che arrivano a Poggio il perché della chiusura continuata del parco e della Villa. Una chiusura, che avrà capito, ho difficoltà a comprendere.


Francesco Puggelli
Sindaco
Comune di Poggio a Caiano
 

 

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